Videogiochi, Pandemia e Autismo

Videogiochi, Pandemia e Autismo

Grazie all’anno trascorso, siamo una delle poche generazioni a sperimentare una pandemia globale.
La pandemia ha obbligato le persone a stare in casa, cosa che sembrava naturale per molte persone autistiche, ma ha anche limitato le loro opportunità di crescita sociale ed emotiva, e un’alternativa immediata sono diventati i videogiochi.
I videogiochi erano già molto importanti, ma la loro importanza è stata accresciuta dal fatto che sia difficile trovare altre cose con cui occupare la mente e il tempo dei ragazzi. I giochi possono essere utili, ma possono anche creare dipendenza, ed è importante parlarne.

Il gioco come meccanismo di coping

Durante il COVID, sono aumentate l’ansia e la depressione per molte persone, comprese le persone nello spettro autistico. Un gioco per computer funziona come blocco del pensiero per l’ansia e la depressione: quando sei impegnato nel gioco, non ti senti ansioso e non ti senti depresso; invece, reprimi e comprimi i tuoi pensieri e sentimenti. I giochi per computer sono più potenti dei farmaci o della terapia cognitivo comportamentale perché rafforzano alcune tipiche caratteristiche autistiche di evitamento e soppressione. Quando stai giocando, sei in una bolla. I tuoi problemi scompaiono e non ti importa di nient’altro, ma quei sentimenti tornano quando spegni il gioco. Spesso, i genitori si spaventano nel vedere il livello elevato di rabbia del loro bambino nel momento in cui gli viene chiesto di spegnere il computer. In realtà non si tratta di rabbia, ma del fatto che le loro fortissime emozioni non sono scomparse o non si sono risolte una volta terminato il gioco, e: boom! Le emozioni tornano e la paura e la disperazione ti sopraffanno.

Un sostituto per l’interazione sociale

Nell’autismo,la reciprocità sociale ed emotiva è una questione centrale. In un gioco per computer, non hai una vera conversazione in corso, non devi preoccuparti della reciprocità, non devi leggere il linguaggio del corpo e non devi essere coinvolto in chiacchiere. Un aspetto interessante è che spesso i giochi hanno al loro interno delle linee di chat e forniscono così un mezzo per comunicare digitando piuttosto che parlando.
Nella pratica clinica, questo mezzo può essere molto prezioso. Quando un paziente mi invia un’e-mail, posso ricevere molte più informazioni e approfondimenti sul suo mondo personale di quanto non riesca a darmi di persona, perché implica la digitazione e non la conversazione. I pensieri, sentimenti e propri vissuti vengono trasmessi con maggiore fluidità attraverso la tastiera piuttosto che il dialogo di persona.
I giochi hanno regole molto chiare e dirette che non sono come le regole sociali, che sono invece incoerenti e complesse e ci sono sempre delle eccezioni. Ad esempio, i bambini neurotipici fanno cose che vanno contro le regole e la fanno franca, anche se non dovrebbero farla franca! Ma nel gioco ci sono semplici regole che vengono applicate in modo lineare; non c’è incoerenza e nessuna incertezza nelle regole, quindi si sentono al sicuro.

Un senso di piacere e divertimento

Se chiediamo a una persona neurotipica quali siano i più grandi momenti di eccitazione e gioia nella sua vita, di solito coinvolgono un’altra persona: il parto, il matrimonio, l’innamoramento. Ma per le personae autistiche, le altre persone possono essere fonte di confusione, quindi i ricordi piacevoli raramente le coinvolgono.
Al contrario, i videogiochi ti offrono esperienze di piacere e divertimento anche quando raramente le vivi nella tua vita; e questo è incredibilmente inebriante. Il gioco crea dipendenza perché alimenta la ricerca del piacere e del divertimento. Per le persone che provano raramente piacere nella loro vita quotidiana, rende euforici, provare un livello di eccitazione così alto, forse il più grande divertimento che abbiano mai ricevuto.

Creare un mondo alternativo

Nel mondo reale, capita spesso che l’adolescente autistico non sia rispettato o incluso. Ma qui nei videogame, ti trovi in un mondo in cui invece sei rispettato e incluso. Gli interessi elettivi delle persone nello spettro sono spesso un tentativo di trovare un mondo a cui appartenere: anime, Pokemon, Manga; un’altra cultura, un altro paese, un altro momento della storia in cui sei adattato. La fantascienza: vai su un altro pianeta dove sei riconosciuto e apprezzato.
Il gioco crea un mondo alternativo a cui sentono di appartenere; il mondo reale potrebbe non apprezzarli o rispettarli, ma nel mondo virtuale, sono straordinari ed è per questo che vogliono restarci. Gli avatar sono sé virtuali che si possono creare in un gioco. Un avatar ti permette di sperimentare la personalità, valutando gli interessi e le persone che sono importanti nella tua vita. Questo è ciò che fa la maggior parte degli adolescenti nel mondo reale: diventerò un adulto, e che adulto sarò? Chi apprezzo, chi sono i miei eroi e posso imitare alcune delle loro caratteristiche? In un videogioco, si può andare oltre: se sei preoccupato per il tuo peso, il tuo avatar è magro; se sei preoccupato di non essere abbastanza intelligente, allora il tuo avatar è un genio. Questo è un aspetto molto potente.

I pericoli dei videogiochi

L’immersione nei videogiochi può significare che gli individui non stanno imparando a gestire le emozioni, bensì ad evitarle. Stanno nascondendo e sopprimendo i loro sentimenti, senza elaborarli in modo appropriato. Ciò significa che quando iniziano a giocare sul serio, la loro maturità emotiva si blocca e si stabilizza. La regolazione emotiva è difficoltosa, e i ragazzi imparano a fare affidamento sul gioco piuttosto che sulle reali abilità sociali che gli serviranno nel mondo reale. I problemi medici possono essere un effetto a lungo termine dei videogiochi: i ragazzi diventano sovrappeso con cattive abitudini alimentari, spesso il cibo spazzatura è facile e veloce mentre sei al computer. Alcuni trascorreranno moltissimo tempo online, da 10 a 16 ore al giorno, con conseguente mancanza di esercizio fisico e di esposizione alla luce solare, ed effetti sulla salute. Si evidenziano anche problemi sul ciclo del sonno. I tempi prolungati davanti ad uno schermo possono portare come effetto che i pensieri crescano sempre più a spirale anche quando il gioco è spento, diventino incoerenti e caotici e il sonno diventa sempre più instabile. Per questo motivo non si dovrebbe stare davanti allo schermo una o due ore prima di andare a letto. Nell’autismo, il sonno è spesso un problema, nei bambini come negli adulti, ma il sonno è importante per l’elaborazione delle informazioni cognitive e per l’elaborazione delle emozioni. Se si riesce a dormire bene, diminuiscono anche i comportamenti inappropriati; se il sonno è troppo breve, invece tendono ad aumentare. Uno dei pericoli insiti nel gioco è un potenziale legame con il gioco d’azzardo. Nei videogiochi, ci sono prodotti chiamati “loot box”: scatole che si aprono durante una partita, offrendo l’opportunità di acquistare qualcosa che forse può contenere oggetti utili. La maggior parte delle scatole contiene oggetti ordinari, ma il giocatore continuerà ad acquistarli, allettato dalla possibilità di ottenere qualcosa di valore. Le probabilità che contenga ciò che pubblicizza sono molto rare, ma la possibilità fa sì che i giocatori vogliano acquistarle ancora, e quindi il gioco d’azzardo è incorporato nei giochi. I genitori dovrebbero essere consapevoli di questa connessione, perchè è un’altra strada verso la dipendenza.

Tratto da Tony Attwood
Questo testo proviene da un capitolo del libro Life After Lockdown a cura di Rebecca Silva, Ruth Prytash, Rene De Loss e Carol Burmeister, pubblicato nel 2021, da AAPC negli Stati Uniti

Tradotto da dott.ssa Giulia Mussini