“Che noia!” e Sindrome di Asperger

“Che noia!” e Sindrome di Asperger

Sono annoiato”: cosa può davvero significare per uno studente asperger?

Riportiamo un interessante articolo di Tony Attwood riguardo all’argomento.

Il commento “che noia” è molto utilizzato dai ragazzi alle scuole superiori in generale, ma gli studenti autistici possono utilizzare questa frase per esprimere in realtà un’ampia gamma di pensieri ed emozioni.

Una traduzione di “sono annoiato” per un ragazzo asperger potrebbe essere:

Non ho l’energia per svolgere questo compito

Gli studenti asperger consumano ogni giorno molte energie mentali per processare non solo gli argomenti di studio, ma anche tutte le dinamiche sociali, come la gestione dell’ansia e la sensibilità sensoriale. Una tipica giornata di scuola è mentalmente estenuante; per cui il commento “sono annoiato” può significare “non ho sufficienti energie mentali per svolgere questa attività”.

Questa attività è inutile e irrilevante

Alcune parti del programma di studio di scuola non hanno una rilevanza immediata nelle vita moderna o per il futuro dello studente autistico. Gli studenti a sviluppo tipico riconoscono che l’attività può essere inutile, ma perseverano per accondiscendere alle aspettative della scuola, per mantenere la relazione coi pari e per passare gli esami. Lo studente autistico potrebbe non seguire queste convenzioni sociali e, se l’attività è percepita come irrilevante, può sentirsi davvero annoiato, ed esprimere ripetutamente la propria opinione al docente.

L’attività è troppo semplice per me

Il profilo cognitivo delle persone asperger può includere abilità sopra alla media rispetto ai coetanei. L’insegnante normalmente presenta le attività didattiche sulla base delle abilità medie della classe. Talvolta gli studenti autistici possono completare l’attività in anticipo rispetto agli altri e non hanno quindi nulla da fare, e si annoiano.

Non trovo l’insegnante stimolante

Il metodo di insegnamento del docente o la sua personalità possono risultare poco accattivanti, o il docente può avere difficoltà di depressione; e quindi la lezione essere noiosa per tutti.

Mi sento trattato come uno stupido

Gli adolescenti autistici possono non avere un buon successo sociale o negli sport. Ma il successo accademico diventa importante per ottenere il rispetto degli altri e per l’autostima. Spesso lo studente vorrebbe tanto dimostrare le sua doti intellettuali. Dice “sono annoiato” per esprimere “non riesco a dimostrare quanto sono capace”.

Mi sembra che suoni “figo”

Uno dei modi per conquistare accettazione ed inclusione sociale è imitare i pari, specialmente gli studenti più cool, che spesso possono dire “che noia”.

La mia immaginazione è più eccitante

Già nei primi anni di scuola, il bambino autistico può riconoscere la sua diversità rispetto ai compagni, e avere anche problemi di esclusione sociale. Una delle strategie per fronteggiare la cosa è di rifugiasi nell’immaginazione, magari un super eroe che ha super poteri o un mondo alternativo, come Hogwarts o nel mondo degli animali. La realtà immaginaria è eccitante e con risultati che sfuggono dalla realtà. c’è un forte contrasto tra il contesto sociale ed accademico della classe e un mondo immaginario, per cui la lezione può risultare per me noiosa se mi sto divertendo con la mia vivida immaginazione.

Non capisco cosa stia dicendo l’insegnante

L’autismo può essere associato a specifici problemi di linguaggio o di apprendimento, per cui l’insegnante può parlare troppo veloce oppure utilizzare strutture linguistiche complesse per l’adolescente che quindi non riesce a processare cognitivamente e linguisticamente le informazioni. Ci possono essere anche difficoltà nel discriminare la voce dell’insegnante da quelle dei compagni di classe che parlano tranquillamente tra loro, o il docente può usare modi di dire e sarcasmo che confondono il ragazzo.

Mi sento depresso

Si riscontrano alti livelli di depressione nei ragazzi autistici. Una delle caratteristiche principali della depressione è l’anedonia, un’incapacità di provare piacere o interesse in un’attività normalmente gradevole. Quelle che di solito sono le materie preferite, come la matematica, l’informatica, l’arte o teatro, non sono più interessanti a causa della depressione.

Quindi i parenti e gli insegnanti devono considerare la frase “sono annoiato” come un’espressione che può avere molteplici significati.

Traduzione di Articolo Tony Attwood fatta da Giulia Mussini – Psicologa Psicoterapeuta